Da quest’anno iniziamo a pubblicare una serie di interviste, curate da Alessandro Ceschin, dedicate a nostri Soci che raccontano la loro passione verso il mondo del motorismo storico. La prima intervista è con Sergio Pasin; negli ultimi anni ha partecipato all’Asi Motor Show con i colori del nostro club e si è distinto particolarmente per la sua simpatia tra la marea di gente presente all’evento da tutta Europa.

  – Da quanti anni sei socio del nostro Club? E da quanto tempo esiste questa passione per i motori?

“Ormai faccio parte di questo club da circa 10 anni. Sono nato con la passione delle auto e delle moto. I motori erano una cosa a me intrinseca. Ricordo che in 1^ elementare disegnavo sempre macchinine e motociclette sui libri”.

  – Sei più appassionato delle due o quattro ruote?

“Ho sempre avuto più la passione per le macchine, ma trovo l’ambiente delle moto più sereno, gioioso. Meno altezzoso e più spontaneo quello delle due ruote. Ho debuttato in pista a 65 anni, l’anno scorso ad Adria. Son tornato bambino quando mi son trovato in griglia di partenza e subito il circuito mi ha accolto tra loro a braccia aperte”.

  – Quante moto e auto possiedi ad oggi? E come mai proprio queste?

“Come auto ho due Alfa Romeo: un Duetto 1.6 giallo con cui giro l’Europa in vacanza e una 75 Twin Spark da gara. Possiedo inoltre 3 Ciao, una Guzzi California per i raduni turistici, una Guzzi 850 T3 con motore 1.2 da competizione e un’Aprilia RSV 1000 competizione che nel 2018 compie 20 anni. Proprio queste perché quando ero piccolo mio padre guidava moto Guzzi e da qui mi sono appassionato. Inoltre devo dire che “un alfista non può esser che guzzista”! La passione per il Piaggio Ciao invece è cominciata quando sono andato in pensione. Avevo fermo a casa il Ciao di mia figlia così ho deciso di rispolverarlo e metterlo a nuovo per usarlo quotidianamente finché un giorno, grazie all’amicizia con Roberto Zaffalon e il suo club “La Banda del Ciao” che organizzava l’endurance, ho deciso di cimentarmi in questa nuova avventura che mi ha portato addirittura a comprarne uno da competizione, trovato a Cesena”.

  – Raccontaci un po’ come è nata l’idea dell’Asi Motor Show e cos’ha di speciale quest’evento.

“Questa è una manifestazione bellissima. Non è competitiva ma raduna appassionati da tutta Europa per un weekend di festa e passione. Ho partecipato come Club Serenissima Storico e spero possa esser d’incentivo per altri soci a venire con me quest’anno. Si possono iscrivere 2 moto e devono essere accettate dall’Asi. Dopodiché hai 1 turno in pista il venerdì, 2 il sabato e 1 turno la domenica. E’ un museo viaggiante, una grandissima festa unica nel suo genere in Italia. Tantissimi Club Asi prendono addirittura il box per i loro soci. Anche i nostri vicini Ruote del Passato hanno un fornito stand con circa 20 moto. Ho iniziato quando sono andato in pensione. La prima volta ho guidato il California per strada fino a Varano e poi ho dormito in tenda. Non sapevo nulla sull’evento ma appena sono arrivato mi hanno fatto sentire a casa”.

  – Oltre a quest’evento hai partecipato ad altre manifestazioni?

“Certamente! se pensiamo a raduni in generale ne avrò fatti una trentina. Tuttavia ho preso parte al Campionato Guzzi Vintage, ai Meeting d’epoca FMI dove ci sono ben 22 categorie che partecipano: dai cinquantini alle moto da Gran Premio storiche. Ho fatto Varano, Adria, Imola e Misano. E’ stato un anno travagliato e privo di soddisfazioni a livello di risultati ma confido nell’anno venturo. Imola è un circuito fantastico, lo porto nel cuore ed infatti è stata l’unica gara positiva”.

  – Progetti per il futuro o sogni nel cassetto?

“Ripeterò il campionato Guzzi Vintage e vorrei fare qualche uscita all’estero, come SPA o Salisburgo. Vorrei inoltre tornare a correre qualche gara in salita ed iniziare a guidare l’Aprilia nei Gruppi 3 dei meeting per vedere come si comporta in pista. Ripeterò sicuramente l’Asi Motor Show che è un evento fantastico. Sogno nel cassetto? Sì, uno ne ho. Vorrei riuscire a fare due turni di qualifica all’Isola di Man al Tourist Trophy Vintage. D’altronde sognare non costa nulla! “.